La Sindrome della Bocca che Brucia

La Sindrome della Bocca che Brucia

“Sindrome della bocca che brucia”

Buming Motuh Syndrome

Stomatopirosi

La sindrome della bocca che brucia (Burning Mouth Sindrome, BMS) o sindrome della bocca urente (stomatopirosi), è un complesso disturbo. Nei pazienti che ne sono affetti provoca una sensazione di bruciore o scottatura in bocca e, in alcuni casi, insorge anche in assenza di lesioni, su mucose orali clinicamente normali.

E’ una patologia che provoca molti disagi sia da un punto di vista psicologico che fisico.

L’incidenza della malattia varia tra il 2,5% e il 5% della popolazione. Si riscontra maggiormente in soggetti con un’età compresa tra 50/60 anni di sesso femminile, cioè in età pre o post menopausa. L’associazione della sindrome al climaterio ha fatto sospettare che le modificazioni ormonali della menopausa, (deficit di estrogeni) potessero essere responsabili della genesi della malattia determinando alterazioni dell’epitelio o una diminuzione qualitativa/quantitativa della saliva. I soggetti più colpiti sono nella maggior parte pensionati e/o casalinghe e soggetti con stati di ansia e depressione.

Il bruciore è il sintomo tipico e ricorrente, a cui si possono associare sensazioni di prurito e dolore. E’ avvertito sulla punta della lingua, sul dorso della stessa o in più parti della bocca come labbra, guance, palato (heckmann SM et Paint 2001) e la sua durata varia da paziente a paziente. Il pavimento della bocca e il palato molle sono le zone meno coinvolte. Quando il bruciore interessa solo la lingua si parla di GLOSSOPIROSI

Il bruciore orale, nella maggior parte delle volte è secondario ad altre patologie:

XEROSTOMIA primitiva dovuta ad una ipofunzione delle ghiandole salivari conseguente a cicli di radioterapia o secondaria all’assunzione di farmaci antiipertensivi, ansiolitici, antidepressivi che provocano riduzione della secrezione della saliva con conseguente diminuzione delle capacità di difesa del cavo orale, e con aumento maggiore di carie se associato a scarsa igiene orale. Altra condizione è quella in cui il paziente avverte la sensazione di bocca asciutta senza diminuzione di flusso salivare.

STOMATITE ALLERGICA DA CONTATTO (manufatti protesici, materiali di conservativa)

PARAFUNZIONI (bruxismo, digrignamento, serramento)

REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO

ALTERAZIONI DEL CAVO ORALE come gengiviti, lesioni ulcerative, lingua a carta geografica

PRESENZA DI CANDIDA ALBICANS: può dare bruciore nei portatori di protesi mobili

DISORDINI ENDOCRINI; ipotiroidismo

DIABETE non diagnosticato: la sintomatologia dolorosa può insorgere secondariamente ad infezioni da candidosi o legata alla microangiopatia e neuropatia propria della malattia

MENOPAUSA

AIDS

DEPRESSIONE

ANSIA

CANCEROFOBIA

STRESS

DEFICIENZA di acido folico, ferro, e vitamine del gruppo B (B1-B6-B12)

ALLERGIA al cibo o ai materiali presenti nei manufatti protesici

PROTESI inadeguate che possono provocare una riduzione dei movimenti linguali

A volte i pazienti non presentano alcuna lesione delle mucose orali né patologie secondarie.

Nei casi in cui il bruciore sia secondario ad altre patologie, intervenendo sulla malattia primaria si può avere una riduzione sia del dolore che del bruciore e a volte anche la scomparsa dei due sintomi.

La sindrome della bocca che brucia può insorgere senza causa nota ed in modo improvviso. In alcuni pazienti si hanno anche alterazioni dei sapori (disguesia) o sapori fantasma. L’insorgenza e la durata dei sintomi può variare da paziente a paziente. Alcuni autori, fra i quali Lamey, hanno proposto una classificazione di tre tipi:

  1. Con sintomi presenti tutti i giorni, non al risveglio, iniziano durante il giorno e aumentano con un picco massimo la sera
  2. Presenti tutti i giorni, dal risveglio in questo caso la prognosi è peggiore
  3. Presenti solo in alcuni giorni e non nelle sedi tipiche

I sintomi possono rimanere presenti a volte per anni e il bruciore, impedisce al paziente di addormentarsi e provoca anche cambiamenti dell’umore fino ad arrivare alla depressione.

L’eziologia delle B.M.S., non è nota, alcuni studiosi la ritengono espressione di problemi di natura psichica, come Grinspan D. Humphris G. M., Zakrewska J.M.

I pazienti che ne sono affetti dormono poco, si svegliano presto al mattino, lamentano cefalea ed ansia, soffrono anche di cancerofobia. Il persistere stesso della malattia potrebbe essere la causa dei disturbi psicologici che fanno catalogare tali pazienti come ansiosi e depressi, il lato psicologico potrebbe essere inteso non come causa, ma come effetto del perdurare della sintomologia.

Qualora siano state accertate carenze e/o alterazioni locali o sistematiche nel paziente, non si può parlare di B.M.S., ma di sintamotologia urente come conseguenza di un’altra patologia (candidosi, anemia, sideropenia, xerostomia) che provoca bruciore alla bocca.

L’eziologia della sindrome della bocca che brucia e la sua patogenesi rimangono ancora oscure e, di conseguenza, non si conosce una terapia efficace.

Pertanto i pazienti che presentano dolore e bruciore alla bocca hanno bisogno di un’attenta valutazione con un approccio multidisciplinare.

Il geriatra valuta il quadro clinico generale, il medico curante, come conoscitore di tutte le patologie del paziente, di tutte le terapie che sta effettuando e del suo stato di salute.

L’odiontatria ha un ruolo fondamentale innanzitutto nell’ascoltare il paziente, tranquillizzarlo specialmente se ha dolore ma non presenta lesioni delle mucose rilevate con l’ispezione, effettua un’anamnesi ed una vista che permette di escludere eventuali patologie presenti, verifica la congruità delle protesi presenti, controlla la presenza di parafunzioni come ipermobilità della lingua, digrignamento o serramento, si accerta che il paziente non stia assumendo farmaci che inducano xerostomia, quali antidepressivi, antipertensivi, antistaminici, ipoglicemizzanti e B-bloccanti e che non abbia la sindrome di SJOGREN, prescriverà indagini di laboratorio, esami ematochimici (emocromo completo, glicemia, sidermia, ferritina vit. B12, folati) analisi della saliva e test allergologici. Il paziente diventa parte integrante nel trattamento della malattia e gli saranno fornite tutte le informazioni e rassicurazioni del caso sulla benignità della sindrome.

Una domanda ricorrente da parte del paziente è quella di sapere se esiste una terapia specifica.

Allo stato attuale non esiste un trattamento specifico, per ogni paziente vanno individuati i fattori causali con terapia consequenziale, possiamo solo prescrivere gel collutori, farmaci antistaminici, antimicotici. Sicuramente sapere che il bruciore della bocca è secondario ad altre malattie è di fondamentale importanza. La cura della malattia primaria una volta risolta porterà alla scomparsa dei sintomi della B.M.S. , nel caso fosse presente anche la xerostomia si provvederà alla sua terapia.

Nei casi delle forme su base psicosomatiche prima di somministrare farmaci bisogna agire con un approccio psicologico, spiegandogli la benignità della sua malattia, si riesce ad avere una riduzione dell’ansia. Con la somministrazione di farmaci ansiolitici si riesce ad avere una notevole riduzione del bruciore (benzodiazepine) e, nei casi resistenti, antidepressivi sotto il controllo di un neuropsichiatra. Anche l’acido alfa-lipoico si è rilevato efficace, somministrato sotto forma di integratore alimentare. I pazienti effetti da B.M.S. dovranno ridurre l’uso dei cibi piccanti, utilizzare per l’igiene orale prodotti senza alcool, con pochi additivi e con un basso contenuto di aromi, evitare il tabacco, alimenti con menta e cannella, cibi troppo speziati, alimenti acidi come il pomodoro, arance e caffè.

Sorseggiare una bevanda fredda o utilizzare un cubetto di ghiaccio, lasciandolo sciogliere in bocca può aiutare a ridurre i fastidi.